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Salute e sicurezza nell’alternanza scuola-lavoro

La principale e più recente normativa di riferimento in fatto di sicurezza nei luoghi di lavoro e relativa sorveglianza sanitaria obbligatoria è costituita da:
• Legge n. 107 del 13/07/2015 recante riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega al riordino delle disposizioni legislative vigenti (v. art.1, co. 38 obbligo per le scuole di formazione in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro);
• Nota di chiarimento del MIUR n. 3355 del 28 marzo 2017 – alternanza scuola-lavoro – chiarimenti interpretativi (punto 9 Studenti minorenni frequentanti attività di alternanza scuola lavoro e punto 10 Obbligo dei Dispositivi di Protezione Individuale per gli studenti in alternanza );
• Decreto del MIUR n. 195 del 03 novembre 2017 recante la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro e le modalità di applicazione della normativa per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro agli studenti in regime di alternanza scuola-lavoro” (art. 5).
Proprio l’art. 5 del Decreto del MIUR n. 195 del 03/11/2017 evidenzia che gli studenti devono preventivamente svolgere una formazione generale in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, di cui si deve far carico l’Istituzione scolastica.
Al comma 3 si precisa inoltre che per quel che riguarda la formazione sui rischi specifici essa può essere effettuata da parte dell’Istituto scolastico ovvero da parte della struttura ospitante, previa la stipula di accordi territoriali tra gli Uffici Scolastici Regionali e i soggetti competenti ad erogare tale formazione .
Agli studenti deve inoltre essere garantita la sorveglianza sanitaria e devono essere assicurati presso l’INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e coperti da un’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, con relativi oneri a carico dell’istituzione scolastica.
Considerate queste basi normative, possiamo ragionevolmente dedurre che in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro:
• E’ compito dell’Istituto scolastico: 1) provvedere alla formazione generale e specifica in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. In merito il Sistema di Riferimento Veneto per la Sicurezza nelle Scuole (c.d. SiRVeSS) chiarisce che il corso di informazione e formazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che l’Istituto scolastico deve erogare deve comprendere 4 ore di formazione generale e 8 ore di formazione sui rischi specifici, per un totale di 12 ore (gli Istituti di Istruzione rientrano infatti nella macrocategoria di rischio medio per la sicurezza sulla base della classificazione ATECO ); 2) eventualmente prendere accordi con la struttura ospitante relativamente alla spesa per la dotazione di DPI.
• E’ compito della struttura ospitante (sia essa officina, carrozzeria, falegnameria, ufficio o altro): 1) provvedere alla formazione sui rischi specifici e peculiari propri della struttura medesima. Può trattarsi di una formazione specifica supplementare rispetto a quella già effettuata dall’Istituto Scolastico ovvero può trattarsi dell’intero ciclo di formazione di 4 ore+8 ore descritto in precedenza nel caso in cui la scuola non abbia erogato tale formazione ; 2) eventualmente prendere accordi con l’Istituto scolastico relativamente alla spesa per la dotazione di DPI (per prassi tale onere ricade quasi sempre sulla struttura ospitante).
Per quanto riguarda invece la sorveglianza sanitaria degli allievi in regime di alternanza, il D.lgs. 81/2008 prevede che gli studenti siano equiparati ai lavoratori e dunque siano sottoposti al controllo sanitario nei casi previsti dalla legge in vigore.
La garanzia sanitaria prevista ex art.41 del D.lgs. 81/2008, infatti, vale per i lavoratori presenti all’interno della scuola e per le attività di stage, tirocinio o alternanza.
Seguendo le indicazioni date dalla Guida operativa per l’alternanza scuola-lavoro del MIUR n.195 del 03/11/2017, è opportuno prevedere specifici accordi in modo che vengano effettuate visite mediche preventive, da compiersi da parte del Medico Competente dell’istituzione scolastica o dal dipartimento di prevenzione dell’Azienda Unità Sanitaria Locale.
Tale visita medica deve essere calibrata sia in base alla durata del percorso di alternanza che alla tipologia di attività prevista nelle strutture ospitanti, per determinate tipologie di rischio.
Nel caso in cui vengano ravvisati rischi specifici per l’attività, in base al documento di valutazione dei rischi, sarà obbligo della struttura ospitante accertare l’assenza di controindicazioni alle attività cui gli studenti saranno destinati prima che gli stessi entrino in azienda.
La sorveglianza sanitaria deve essere assicurata dalla scuola, anche tramite specifiche convenzioni attivate dagli Uffici scolastici regionali con le aziende sanitarie locali o altre strutture pubbliche che dispongano di personale sanitario in possesso dei requisiti prescritti per lo svolgimento delle funzioni di Medico Competente.
Dunque appare chiaro che:
• L’obbligo di sorveglianza sanitaria per gli studenti non scatta solo per il fatto di svolgere l’alternanza scuola-lavoro, ma va verificato caso per caso, in relazione al DVR della scuola e a quello dell’azienda ospitante. Se, in base al DVR della scuola lo studente, in quanto “lavoratore equiparato”, risulta soggetto alla sorveglianza sanitaria (casi rari, ma possibili in determinati tipi di istituti, ad es. edili, agrari e professionali), egli avrà già un giudizio di

idoneità alla mansione, redatto dal Medico Competente della scuola, valido anche nel mondo del lavoro ;
• L’azienda ospitante dovrà verificare se i rischi per i quali lo studente è stato visitato dal Medico corrispondono a quelli presenti nella propria azienda. Se, in base al DVR dell’azienda ospitante risulta che le attività svolte dallo studente sono soggette alla sorveglianza sanitaria, sarà il Medico Competente dell’azienda a fare il controllo sanitario, perché conosce i rischi aziendali e il posto di lavoro;
• Si sottolinea che, per lo sviluppo temporale che caratterizza l’alternanza (al massimo 400 ore in tre anni per gli istituiti tecnici e professionali e al massimo 200 ore triennali per i licei) ben difficilmente l’attività lavorativa svolta dallo studente produce il superamento di quei limiti che la normativa prende a riferimento per sancire l’obbligo della sorveglianza sanitaria;
• E’ importante che nel DVR dell’azienda che ospita studenti in alternanza venga inserita l’analisi dei rischi per tali soggetti (mansioni possibili, lavori vietati anche in relazione all’età dell’allievo, quantificazione dei rischi che potrebbero far scattare l’obbligo della sorveglianza sanitaria). Ne consegue che la scuola dovrà scegliere attentamente le aziende anche in base ai rischi presentati e valutare se sia o meno il caso di far fare allo studente mansioni ritenute “a rischio”;
• Infine è importante precisare che, come ricorda il punto 9 della Nota di chiarimento del MIUR n. 3355 del 28 marzo 2017, gli studenti in alternanza scuola-lavoro devono essere costantemente guidati nelle loro esperienze da una o più figure preposte alla realizzazione del percorso formativo e non possono in nessun caso essere impegnati nelle fasce notturne; inoltre, nel caso in cui lo studente minorenne in regime di alternanza sia adibito a lavorazioni che comportano l’esposizione ad agenti cancerogeni, deve essere soggetto alla sorveglianza continua da parte di un tutor vicino al proprio posto di lavoro designato dalla struttura ospitante.

Approfondimenti:
La domanda posta al punto 9 della Nota di chiarimento ministeriale recita: “Gli studenti coinvolti nei percorsi di alternanza scuola lavoro sono in maggioranza minorenni. Come vengono considerati ai fini del tempo massimo di presenza attiva sui luoghi di lavoro, della sorveglianza sanitaria obbligatoria e della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro?”
La risposta che viene data è la seguente: “l’art. 2 del d.lgs. 81/2008 definisce come “lavoratore”, anche ai fini della sorveglianza sanitaria ogni “persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione, […]” equiparando esplicitamente al lavoratore così definito il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all’art. 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196 e di percorsi di alternanza scuola-lavoro. L’accoglimento degli studenti minorenni per i periodi di apprendimento in situazione lavorativa non fa acquisire agli stessi la qualifica di “lavoratore minore” di cui alla L. 977/67 e successive modifiche (cfr. nota n. 1650 del 4/11/2002 Ministero del Lavoro – Direzione Generale Affari Generali e Risorse Umane – Div. VII – Coord. Isp. Lavoro). In ogni caso gli studenti in alternanza scuola lavoro, costantemente guidati nelle varie esperienze da una o più figure preposte alla realizzazione del percorso formativo (tutor interno, tutor formativo esterno), non possono essere impegnati nelle fasce notturne”.

 

La domanda posta al punto 10 della Nota di chiarimento ministeriale recita: “L’obbligo di dotare gli studenti in alternanza di dispositivi di protezione individuale (DPI) nei luoghi di lavoro è a carico della scuola o della struttura ospitante?”
La risposta che viene data è la seguente: “L’obbligo di dotare gli studenti in alternanza scuola lavoro di dispositivi di protezione individuale ricade sulla struttura ospitante. Resta salva la possibilità di concordare nella Convenzione il soggetto a carico del quale rimane l’onere economico della relativa spesa”.

 

La ratio della disposizione normativa è quella di cercare di ridurre al minimo gli oneri a carico della struttura ospitante nell’erogazione della formazione prevista ai sensi dell’art. 37 del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.
Inserito da safetia / Posted on 08 Mar
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