MODELLO ORGANIZZATIVO E GESTIONALE D.Lgs.231/01

ASSISTENZA PER L’IMPLEMENTAZIONE DEL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE ALLE DISPOSIZIONI DEL D.LGS. 231/01

Il servizio di consulenza aziendale è rivolto all’adeguamento organizzativo della Vs società alle disposizioni di cui al D.Lgs. 231 del 8 giugno 2001 (“Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell’articolo 11 della L. 29 settembre 2000, n. 300”- di seguito “Decreto Legislativo”).

Il Decreto ha introdotto la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, in particolare, la diretta responsabilità degli enti (dove per enti si intendono società, associazioni ecc) nel caso di reati commessi, nel proprio interesse o vantaggio, da parte di persone che rivestano funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell’ente nonché da persone sottoposte alla direzione od alla vigilanza di uno dei soggetti indicati.

E’ escluso lo Stato, Enti pubblici territoriali, Enti pubblici non economici, Enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale.

Trattasi di una responsabilità che si “aggiunge” a quella già esistente, propria e personale delle singole persone fisiche e comporta, per il caso di suo accertamento, la possibile applicazione, al seguito di procedimento penale, di rilevanti sanzioni pecuniarie ed interdittive dell’attività svolta dall’ente.

Il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro D.Lgs.81/08 all’art.30 aggiunge delle caratteristiche e dei requisiti che devono integrare il Modello costruito ai sensi del D.Lgs. 231/01 nella prevenzione dei reati in materia di sicurezza sul lavoro.

Le categorie di reati da cui può derivare la responsabilità dell’ente:

–       reati commessi contro il patrimonio della Pubblica Amministrazione (art.24);

–       delitti informatici e trattamento illecito di dati (art.24-bis);

–       delitti di criminalità organizzata (art.24-ter);

–       reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (art.25);

–       reati di falso nummario (art.25-bis);

–       delitti contro l’industria e il commercio (art.25 c.1);

–       reati societari (art.25-ter);

–       reati con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico previsti dal codice penale e dalle leggi speciali (art.25-quater);

–       pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili (art.25-quater c.1);

–       delitti contro la personalità individuale (art.25-quinques);

–       reati di abuso di mercato (art.25-sexies);

–       reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro (art.25-septies);

–       ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art.25-octies);

–       delitti in materia di violazione del diritto d’autore (art.25-novies);

–       induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria (art.25-novies);

–       reati transnazionali Legge 16 marzo 2006, n. 146, artt. 3 e 10)

–       reati ambientali (art.25-decises).

Sanzioni previste

–       sanzioni pecuniarie fino a € 1.549.000,00;

–       sanzioni interdittive da un minimo di 3 mesi ad un massimo di 2 anni;

–       confisca del prezzo o del profitto dell’illecito;

–       pubblicazione della sentenza su uno o più giornali a rilevanza nazionale e locale.

Come potersi escludere la responsabilità amministrativa ai sensi del D.Lgs. 231/01

L’adozione e l’efficace attuazione del Modello Organizzativo di prevenzione dei reati unitamente alle ricorrenza delle altre condizioni previste dall’art.6, c.1 del D.Lgs.231/01 (“…individuazione dell’Organo di Vigilanza detto OdV e sua operatività; elusione fraudolenta del Modello da parte dei soggetti committenti”) consente di escludere tale responsabilità (e le conseguenti sanzioni di natura patrimoniale ed interdittiva) per il caso di commissione dei predetti reati. La responsabilità della società e dell’ente è esclusa nel caso in cui sia in grado di provare:

–       che  ha  preventivamente  adottato  ed  efficacemente  attuato  Modelli  di  Organizzazione,  gestione  e

–       controllo idonei ad individuare e prevenire reati della specie di quello verificatosi;

–       che  ha  affidato  ad  un  proprio  Organismo  di  Vigilanza (OdV) dotato  di  autonomi  poteri  di  iniziativa  e  di controllo, il  compito  di  vigilare  sul  funzionamento  e  l’osservanza  dei  modelli  e  di  curarne  il  loro aggiornamento;

–       che l’Organismo di Vigilanza abbia controllato con la dovuta diligenza il funzionamento del Modello 231;

–       che vi sia stata una fraudolenta violazione del modello da parte degli autori del reato (il reato non deve essere dovuto ad una “colpa organizzativa dell’ente”).

Attività durante la consulenza

La consulenza è finalizzata all’impostazione metodologica indicata dalle “Linee Guida per la redazione di un Modello di Organizzazione e Gestione” si svolgerà secondo le seguenti fasi di sviluppo:

a)     predisposizione di una mappatura dei processi/ aree sensibili a rischio di reato ai sensi del D.Lgs.231/01 (es. richiesta di concessioni/ autorizzazioni, gestione di finanziamenti pubblici dedicati ecc), anche per il tramite di apposite interviste somministrate a campione al personale aziendale;

b)    rilevazione ed analisi del modello di controllo (procedure operative, deleghe, procure, ecc.) nei processi/aree sensibili;

  1. rilevazione di eventuali criticità rispetto ai principi di controllo;
  2. gap analysis tra il modello “as is” (sistema dei controlli preventivi esistente) e il modello “to be”;
  3. reporting alla dirigenza societaria – ed eventuale segnalazione di carenze organizzative e/ o di processo che possano integrare i presupposti di cui al successivo art.4;
  4. condivisione ed approvazione del documento di sintesi;

c)     configurazione di un “Codice Etico” aziendale, protocollo centrale del redigendo Modello;

d)    supporto nell’individuazione di un adeguato Organo di Vigilanza, idoneo a svolgere i compiti di legge presso la Vs. struttura;

e)     redazione del Modello di Organizzazione e Gestione e sua condivisione con la dirigenza societaria;

f)      predisposizione delle delibere aziendali che consentano la sua coerente e meditata approvazione.

In merito all’entrata in vigore del D.Lgs. 81/08 (“TU della Sicurezza sul lavoro”), che all’art. 30 prevede la circostanza che “i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle Linee guida UNI – INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001, o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti di cui al presente articolo per le parti corrispondenti”,  siamo a conoscenza che sarà Vostra cura predisporre il sistema conformemente all’OHSAS 18001:2007, per cui recepiremo lo stesso nel Modello di Organizzazione e Gestione.

In merito ai reati informatici, introdotti nel 2008 nella disciplina di cui al D. Lgs. 231/01, si fa presente che il ns. intervento comporterà un’attività di Audit del sistema di gestione informatico tramite la presa visione della situazione fisica esistente dei supporti informatici e di backup e del Documento Programmatico sulla Sicurezza e si concluderà con un documento che evidenzierà eventuali punti critici, la cui risoluzione resterà in Vs capo.

Ad integrazione di quanto sopra, con l’approvazione del Modello, verranno fornite, presso la sede la Vs sede, lezioni frontali, della durata complessiva di circa 4 ore, per la piena comprensione del Modello Organizzativo e dei processi gestionali connessi – al fine di garantirne la sua corretta operatività ed attuazione interaziendale.

Metodologia di intervento

Le fasi operative di consulenza si svolgeranno sia presso Vs sede che tramite attività d’ufficio.

Per un ottimale svolgimento del nostro incarico è necessario:

–      la messa a disposizione della documentazione societaria ed aziendale concernente le modalità di esercizio delle attività;

–      la definizione di un rappresentante del soggetto imprenditoriale per le scelte organizzative;

–      la collaborazione dei responsabili delle funzioni aziendali coinvolte per gli aspetti e le implicazioni organizzative ed operative specifiche.

Le fasi di intervento possono essere così sintetizzate:

1)     Avvio del progetto:

  1. presentazione del progetto;
  2. cronoprogramma dei lavori;
  3. raccolta ed analisi documentazione;

2)     Mappatura delle “aree di rischio”:

  1. piano ed esecuzione delle interviste;
  2. identificazione dei meccanismi di controllo in essere;
  3. gap analysis;
  4. reporting alla dirigenza societaria;
  5. documento di sintesi;

3)     Elaborazione/ integrazione dei documenti componenti il Modello di Organizzazione e Gestione:

  1. codice etico;
  2. organigramma;
  3. mansionario;
  4. procedure;
  5. regolamento OdV;
  6. predisposizione del sistema disciplinare/ sanzionatorio;

4)     Closing ed attività formativa.

L’incarico è di tipo professionale e non è in alcun modo riconducibile ad una qualsiasi forma di lavoro dipendente o continuativo.

Qualora si dovessero rilevare variazioni nei presupposti considerati o, in ogni caso, si dovesse incorrere in situazioni tali da influenzare i tempi o la qualità delle nostre attività, sarà nostra cura informarVi tempestivamente, al fine di concordare eventuali integrazioni all’incarico assegnatoci.

Si informa che l’eventuale individuazione di carenze organizzative e/o di processo in tema di “gestione della sicurezza sul lavoro” o in altri ambiti in cui si può verificare un reato ai sensi del D.Lgs. 231/01 potrebbe determinare l’esigenza di un intervento integrativo da parte del team di consulenza/ assistenza.

Revisori dei conti

Le S.r.l. con capitale sociale superiore a € 100.000,00 o che superano i parametri dettati all’art.2435 del codice civile, come pure tutte le S.p.a., sono soggette all’obbligatorietà della nomina dei revisori dei conti i quali sempre più spesso chiedono al amministrazione Consiglio di Amministrazione di deliberare in merito all’adozione del Modello Organizzativo di Gestione ai sensi del D.Lgs.231/01. Una delibera in senso negativo deve essere adeguatamente motivata.

Organismo di Vigilanza (OdV)

–       Come previsto dal D.Lgs.231/01 è necessaria la presenza dell’organismo di vigilanza (OdV) consistente in un insieme di persone interne od esterne all’azienda incaricate alla vigilanza sul funzionamento e sull’osservanza del modello organizzativo adottato dalla stessa.

–       Sono previste indicativamente dalle tre alle quattro visite all’anno da parte dell’organismo di vigilanza, per verificare la corretta applicazione del modello.

–       L’importo preventivato non è comprensivo dell’attività svolta dall’organismo di vigilanza.

L’Organismo di Vigilanza è nominato dalla società, può essere monocratico o collegiale, deve operare in autonomia rispetto a qualsiasi altro organo della società (CdA, collegio sindacale, società di revisione) ed ha il compito di:

–       vigilare sul funzionamento e sull’osservanza del Modello

–       segnalare alla società la necessità che lo stesso venga aggiornato.

D.Lgs 231/01 e Reati Ambientali: le aziende che sono a rischio.

Nella G.U. del 1/8/2011 è stato pubblicato il D. Lgs. 121 che estende alle aziende la responsabilità amministrativa anche per alcuni reati ambientali. In un periodo di grande attenzione per le conseguenze sull’ambiente dell’attività commerciale e industriale dell’uomo, il decreto allarga a 360 gradi la responsabilità delle imprese, in materia ambientale e prevede, a carico delle Società, sanzioni pecuniarie, interdittive (fino a sei mesi) e persino la chiusura definitiva dell’attività, se l’ente o una sua unità organizzativa vengono stabilmente utilizzati allo scopo unico o prevalente di consentire o agevolare attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti e attività di inquinamento doloso dei mari.

Conseguenze per le aziende che hanno già adottato modelli organizzativi 231/01

Come previsto dalla norma, i modelli 231 esistenti dovranno essere aggiornati, per includere nuovi protocolli per il controllo delle attività a rischio di reato ambientale. L’aggiornamento, ovviamente, dovrà essere preceduto (data la specificità e complessità della materia), da un fase di analisi del rischio, finalizzata all’individuazione delle attività a rischio. A seconda del livello di rischio (legato soprattutto alla tipologia di processi messi in atto dall’organizzazione), l’azienda potrà decidere di integrare solo il proprio codice etico e il sistema sanzionatorio (includendo il riferimento alla responsabilità di dirigenti, dipendenti e collaboratori in materia di tutela dell’ambiente) oppure (in caso di rischi elevati) integrare la parte speciale, introducendo nuove procedure specifiche per le funzioni aziendali che gestiscono attività che hanno un impatto sull’ambiente.

Conseguenze per chi non ha un modello 231

L’adozione dei modelli non è obbligatoria per le aziende che gestiscono attività a medio/alto impatto ambientale ma, per tali aziende, l’adozione del modello è vivamente consigliata, almeno per 2 motivi:

  1. nel caso di società che gestiscono processi ad alto rischio per l’ambiente, l’adozione di un modello può alleggerire la responsabilità dell’azienda, nel caso di commissione di reati ambientali;
  2. le singole Regioni potrebbero rendere obbligatorio il modello, in un’ottica di prevenzione degli illeciti ambientali, considerata la sensibilità dell’opinione pubblica sui temi della gestione dei rifiuti e della tutela dell’ecosistema;
  3. alcune Regioni, che hanno reso obbligatorio il Modello per le aziende che operano in regime di convenzione (Abruzzo e Calabria) o che erogano servizi di istruzione e formazione professionale e per l’erogazione dei servizi per il lavoro (Lombardia), lo hanno reso obbligatorio nella sua interezza, quindi per ogni tipo di reato.

Industrie e attività a maggiore rischio

Si possono individuare numerosi settori di attività che maggiormente risentiranno dell’ingresso dei reati ambientali nel D.Lgs. 231/01. A titolo di esempio, citiamo alcuni (ricordando che la responsabilità amministrativa ex art.dlgs 231 non è limitata alle aziende private, ma si estende anche ai consorzi di enti pubblici economici e alle associazioni):

–    Consorzi e società private che gestiscono il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti;

–    Consorzi e società che gestiscono i servizi idrici integrati;

–    Industrie per la produzione di metalli, cemento, vetro, ceramica;

–    Industrie chimiche, cartarie e raffinerie;

–    Imprese edili;

–    Società che commercializzano animali, vegetali o derivati di essi, provenienti dall’estero;

–    Società di logistica, che effettuano il trasporto di animali, vegetali o derivati di essi dall’Italia all’estero;

–    Impianti di grandi dimensioni, per il pretrattamento o la tintura di fibre o di tessili, impianti per la concia delle pelli;

–    Macelli di grandi dimensioni;

–    Compagnie di navigazione aerea e marittima;

–    Aziende agricole di medio/grandi dimensioni.

Elenco aggiornato dei reati previsti dal D.Lgs. 231/01 (Aggiornati al 07/07/2011)

Le fattispecie di reato che sono suscettibili di configurare la responsabilità amministrativa dell’ente sono soltanto quelle espressamente elencate dal legislatore, e sono:

Reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (art. 24, D.Lgs. 231/01).

–       Malversazione a danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 316-bis c.p.);

–       Indebita percezione di contributi, finanziamenti o altre erogazioni da parte dello Stato o di altro ente pubblico o delle Comunità europee (art.316-ter c.p.);

–       Truffa in danno dello Stato o di altro ente pubblico o delle Comunità europee (art.640, comma 2, n.1, c.p.);

–       Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.);

–       Frode informatica in danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 640-ter c.p.);

Delitti informatici e trattamento illecito di dati (art. 24-bis, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 18 marzo 2008 n. 48, art. 7]

–       falsità in un documento informatico pubblico o avente efficacia probatoria (art. 491-bis c.p.);

–       accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico (art. 615-ter c.p.);

–       detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici (art. 615-quater c.p.);

–       diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico (art. 615-quinquies c.p.);

–       intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617-quater c.p.);

–       installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche (art. 615-quinquies c.p.);

–       danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici (art. 635-bis c.p.);

–       danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità (art. 635-ter c.p.);

–       danneggiamento di sistemi informatici o telematici (art. 635-quater c.p.);

–       danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblica utilità (art. 635-quinquies c.p.);

–       frode informatica del certificatore di firma elettronica (art. 640-quinquies c.p.);

Delitti di criminalità organizzata (art. 24-ter, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 15 luglio 2009, n. 94, art. 2, co. 29].

–       Associazione per delinquere (art. 416 c.p., ad eccezione del sesto comma);

–       Associazione a delinquere finalizzata alla riduzione o al mantenimento in schiavitù, alla tratta di persone, all’acquisto e alienazione di schiavi ed ai reati concernenti le violazioni delle disposizioni sull’immigrazione clandestina di cui all’art. 12 d. lgs 286/1998 (art. 416, sesto comma, c.p.);

–       Associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.);

–       Scambio elettorale politico-mafioso (art. 416-ter c.p.);

–       Sequestro di persona a scopo di estorsione (art. 630 c.p.);

–       Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope (art. 74 DPR 9 ottobre 1990, n. 309);

–       Illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse, di esplosivi, di armi clandestine nonché di più armi comuni da sparo(*) (art. 407, co. 2, lett. a), numero 5), c.p.p.).

(*) Escluse quelle denominate «da bersaglio da sala», o ad emissione di gas, nonché le armi ad aria compressa o gas compressi, sia lunghe sia corte i cui proiettili erogano un’energia cinetica superiore a 7,5 joule, e gli strumenti lanciarazzi, salvo che si tratti di armi destinate alla pesca ovvero di armi e strumenti per i quali la “Commissione consultiva centrale per il controllo delle armi” escluda, in relazione alle rispettive caratteristiche, l’attitudine a recare offesa alla persona.

Reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (art. 25, D.Lgs. 231/01).

–       Corruzione per un atto d’ufficio (art. 318 c.p.);

–       Pene per il corruttore (art. 321 c.p.);

–       Corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio (art. 319 c.p.);

–       Circostanze aggravanti (art. 319-bis c.p.);

–       Corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter c.p.);

–       Istigazione alla corruzione (art. 322 c.p.);

–       Concussione (art. 317 c.p.);

Reati di falso nummario (art. 25-bis, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dal D.L. 25 settembre 2001 n. 350, art. 6, D.L. convertito con modificazioni dalla legge n. 409 del 23/11/2001; modificato dalla legge n. 99 del 23/07/09].

–       Falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete falsificate (art. 453 c.p.);

–       Alterazione di monete (art. 454 c.p.);

–       Spendita e introduzione nello Stato, senza concerto, di monete falsificate (art. 455 c.p.);

–       Spendita di monete falsificate ricevute in buona fede (art. 457 c.p.);

–       Falsificazione di valori di bollo, introduzione nello Stato, acquisto, detenzione o messa in circolazione di valori di bollo falsificati (art. 459 c.p.);

–       Contraffazione di carta filigranata in uso per la fabbricazione di carte di pubblico credito o di valori di bollo (art. 460 c.p.);

–       Fabbricazione o detenzione di filigrane o di strumenti destinati alla falsificazione di monete, di valori di bollo o di carta filigranata (art. 461 c.p.);

–       Uso di valori di bollo contraffatti o alterati (art. 464 c.p.);

–       Contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni (art. 473 c.p.);

–       Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi (art. 474 c.p.);

Delitti contro l’industria e il commercio (art. 25-bis c.1., D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla legge n. 99 del 23/07/09]

–       Turbata libertà dell’industria o del commercio (art. 513 c.p.);

–       Frode nell’esercizio del commercio (art. 515 c.p.);

–       Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine (art. 516 c.p.);

–       Vendita di prodotti industriali con segni mendaci (art. 517 c.p.);

–       Fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale (art. 517-ter c.p.);

–       Contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari (art. 517-quater c.p.);

–       Illecita concorrenza con minaccia o violenza” (art. 513-bis c.p.);

–       Frodi contro le industrie nazionali (art. 514);

Reati societari (art. 25-ter, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dal D.Lgs. 11 aprile 2002 n. 61, art. 3].

–       False comunicazioni sociali (art. 2621 c.c.);

–       False comunicazioni sociali in danno dei soci o dei creditori (art. 2622, comma 1 e 3, c.c.);

–       Impedito controllo (art. 2625, comma 2, c.c.);

–       Formazione fittizia del capitale (art. 2632 c.c.);

–       Indebita restituzione di conferimenti (art. 2626 c.c.);

–       Illegale ripartizione degli utili e delle riserve (art. 2627 c.c.);

–       Illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante (art. 2628 c.c.);

–       Operazioni in pregiudizio dei creditori (art. 2629 c.c.);

–       Indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori (art. 2633 c.c.);

–       Illecita influenza sull’assemblea (art. 2636 c.c.);

–       Aggiotaggio (art. 2637 c.c.);

–       Omessa comunicazione del conflitto d’interessi (art. 2629-bis c.c.) [Articolo aggiunto dalla L. 28 dicembre 2005, n. 262, art. 31];

–       Ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza (art. 2638, comma 1 e 2, c.c.);

Reati con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico previsti dal codice penale e dalle leggi speciali (art. 25-quater, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 14 gennaio 2003 n. 7, art. 3];

Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili (art. 583-bis c.p.) (art. 25-quater c.1, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 9 gennaio 2006 n. 7, art. 8];

Delitti contro la personalità individuale (art. 25-quinquies, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 11/08/2003 n. 228, art. 5].

–       Riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù (art. 600 c.p.);

–       Prostituzione minorile (art. 600-bis c.p.);

–       Pornografia minorile (art. 600-ter c.p.);

–       Detenzione di materiale pornografico (art. 600-quater);

–       Pornografia virtuale (art. 600-quater.1 c.p.) [aggiunto dall’art. 10, L. 6 febbraio 2006 n. 38];

–       Iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile (art. 600-quinquies c.p.);

–       Tratta di persone (art. 601 c.p.);

–       Acquisto e alienazione di schiavi (art. 602 c.p.);

Reati di abuso di mercato (art. 25-sexies, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 18 aprile 2005 n. 62, art. 9].

–       Abuso di informazioni privilegiate (D.Lgs. 24.02.1998, n. 58, art. 184);

–       Manipolazione del mercato (D.Lgs. 24.02.1998, n. 58, art. 185);

Reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro (art. 25-septies, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 3 agosto 2007 n. 123, art. 9].

–       Omicidio colposo (art. 589 c.p.);

–       Lesioni personali colpose (art. 590 c.p.);

Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 25-octies, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dal D.Lgs. 21 novembre 2007 n. 231, art. 63, co. 3].

–       Ricettazione (art. 648 c.p.)

–       Riciclaggio (art. 648-bis c.p.);

–       Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648-ter c.p.);

Delitti in materia di violazione del diritto d’autore (art. 25-novies, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla legge n. 99 del 23/07/09]

–       Messa a disposizione del pubblico, in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, di un’opera dell’ingegno protetta, o di parte di essa (art. 171, l. 633/1941 comma 1 lett a) bis);

–       Reati di cui al punto precedente commessi su opere altrui non destinate alla pubblicazione qualora ne risulti offeso l’onore o la reputazione (art. 171, l. 633/1941 comma 3);

–       Abusiva duplicazione, per trarne profitto, di programmi per elaboratore; importazione, distribuzione, vendita o detenzione a scopo commerciale o imprenditoriale o concessione in locazione di programmi contenuti in supporti non contrassegnati dalla SIAE; predisposizione di mezzi per rimuovere o eludere i dispositivi di protezione di programmi per elaboratori (art. 171-bis l. 633/1941 comma 1);

–       Riproduzione, trasferimento su altro supporto, distribuzione, comunicazione, presentazione o dimostrazione in pubblico, del contenuto di una banca dati; estrazione o reimpiego della banca dati; distribuzione, vendita o concessione in locazione di banche di dati (art. 171-bis l. 633/1941 comma 2);

–       Abusiva duplicazione, riproduzione, trasmissione o diffusione in pubblico con qualsiasi procedimento, in tutto o in parte, di opere dell’ingegno destinate al circuito televisivo, cinematografico, della vendita o del noleggio di dischi, nastri o supporti analoghi o ogni altro supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere musicali, cinematografiche o audiovisive assimilate o sequenze di immagini in movimento; opere letterarie, drammatiche, scientifiche o didattiche, musicali o drammatico musicali, multimediali, anche se inserite in opere collettive o composite o banche dati; riproduzione, duplicazione, trasmissione o diffusione abusiva, vendita o commercio, cessione a qualsiasi titolo o importazione abusiva di oltre cinquanta copie o esemplari di opere tutelate dal diritto d’autore e da diritti connessi; immissione in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, di un’opera dell’ingegno protetta dal diritto d’autore, o parte di essa (art. 171-ter l. 633/1941);

–       Mancata comunicazione alla SIAE dei dati di identificazione dei supporti non soggetti al contrassegno o falsa dichiarazione (art. 171-septies l. 633/1941);

–       Fraudolenta produzione, vendita, importazione, promozione, installazione, modifica, utilizzo per uso pubblico e privato di apparati o parti di apparati atti alla decodificazione di trasmissioni audiovisive ad accesso condizionato effettuate via etere, via satellite, via cavo, in forma sia analogica sia digitale (art. 171-octies l. 633/1941).

Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria (art. 25-novies, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 3 agosto 2009 n. 116, art. 4]

–       Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria (art. 377-bis c.p.).

–       La responsabilità amministrativa di un ente sorge anche in relazione ai seguenti reati:

Reati transnazionali (Legge 16 marzo 2006, n. 146, artt. 3 e 10).

L’art. 3 della legge definisce reato transnazionale il reato punito con la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, qualora sia coinvolto un gruppo criminale organizzato, nonché: a) sia commesso in più di uno Stato; b) ovvero sia commesso in uno Stato, ma una parte sostanziale della sua preparazione, pianificazione, direzione o controllo avvenga in un altro Stato; c) ovvero sia commesso in uno Stato, ma in esso sia implicato un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato; d) ovvero sia commesso in uno Stato ma abbia effetti sostanziali in un altro Stato.

–       Associazione per delinquere (art. 416 c.p.);

–       Associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.);

–       Associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri (art. 291-quater del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43);

–       Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope (art. 74 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309);

–       Disposizioni contro le immigrazioni clandestine (art. 12, commi 3, 3-bis, 3-ter e 5, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286);

–       Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria (art. 377-bis c.p.);

–       Favoreggiamento personale (art. 378 c.p.).

Reati ambientali (art. 25-decies, D.Lgs. 231/2011) [Articolo aggiunto dal D.Lgs. 7 luglio]

Sono stati inseriti i seguenti reati, provenienti da fonti normative assai eterogenee: il codice penale (art. 727-bis e 733-bis), la Convenzione di Washington, il D.Lgs. 152/2006 (Norme in materia ambientale), la L. 549/1993 (misure a tutela dell’ozono stratosferico e dell’ambiente) e il D.lgs 202/2007 (Attuazione della direttiva 2005/35/CE relativa all’inquinamento provocato dalle navi e conseguenti sanzioni):

–       L’uccisione, la distruzione, il prelievo o possesso, di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette o il danneggiamento di un habitat all’interno di un sito protetto;

–       L’esercizio di una attività industriale ad alto impatto ambientale senza Autorizzazione Integrata Ambientale;

–       Lo Scarico di acque reflue industriali, senza autorizzazione e/o lo scarico di acque reflue industriali inquinanti;

–       Gli illeciti nella gestione dei servizi idrici integrati, commessi dai gestori di tali servizi in materia di trattamento delle acque reflue;

–       Lo scarico nelle acque del mare da parte di navi od aeromobili di sostanze o materiali per i quali è imposto il divieto assoluto di sversamento ai sensi delle disposizioni contenute nelle convenzioni internazionali vigenti in materia e ratificate dall’Italia;

–       L’utilizzazione agronomica di effluenti di allevamento, di acque di vegetazione dei frantoi oleari, nonché di acque reflue provenienti da aziende agricole e piccole aziende agroalimentari senza preventiva autorizzazione;

–       L’importazione, l’esportazione, la riesportazione, la vendita e il trasporto, anche per conto terzi, di specie animali e vegetali in via di estinzione o l’importazione di oggetti ad uso personale o domestico relativi a tali specie;

–       La falsificazione o alterazione di certificati, licenze, notifiche di importazione, dichiarazioni, comunicazioni, finalizzati all’importazione o alla vendita di specie animali e vegetali in via di estinzione

–       La detenzione di esemplari vivi di mammiferi e rettili di specie selvatica ed esemplari vivi di mammiferi e rettili provenienti da riproduzioni in cattività che costituiscano pericolo per la salute e per l’incolumità pubblica;

–       La violazione delle norme relative alla produzione, il consumo, l’importazione, l’esportazione, la detenzione, la raccolta, il riciclo e la commercializzazione delle sostanze lesive dell’ozono stratosferico e dannose per l’ambiente;

–       L’Inquinamento doloso e colposo dei mari;

–       Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti.


Codice: mog